dal 26 settembre al 24 ottobre 2026
a cura di Nicol Longoni Del Ponte e Roberto Pini
Studio Amalia Del Ponte
Milano – via Santa Croce, 21
Opere esposte: Studio per Musica in gocce, Studio per la Sala della Biennale di Venezia 1995, Studio per 4 percussori, Studio per percussori, Studio per Potnia, Studio per Acqua nell’acqua.
In occasione della mostra Amalia Del Ponte. Litofonie, allestita nell’ex Oratorio di San Lupo a Bergamo, lo studio milanese di Amalia Del Ponte apre al pubblico con Litofonie | Disegnare il suono, un focus espositivo dedicato alla genesi dei litofoni, le sculture sonore sviluppate dall’artista a partire dalla metà degli anni Ottanta.
Nato come approfondimento d’archivio della mostra bergamasca, il percorso permette di entrare nel luogo di lavoro e di sperimentazione dell’artista e di ripercorrere il processo creativo che ha accompagnato la nascita delle opere esposte a Bergamo. Disegni, schizzi, studi preparatori, fotografie e materiali d’archivio restituiscono la complessità di una ricerca nella quale l’osservazione della natura, lo studio della materia e l’indagine sulle sue proprietà acustiche si intrecciano continuamente.
Il disegno assume un ruolo centrale: è lo strumento attraverso il quale Amalia Del Ponte osserva, sperimenta e progressivamente definisce forme, proporzioni e possibilità sonore delle sculture, nel tentativo di dare forma a un suono ancora nascosto nella materia. Particolarmente significativa è la serie di studi preparatori per Musica in gocce, nei quali l’osservazione dell’acqua della laguna veneziana – i suoi colori, le increspature prodotte dalla pioggia e il ritmo delle gocce – si traduce in una riflessione sul rapporto tra forma, movimento e suono.
Il percorso comprende inoltre i progetti dei percussori ideati dall’artista per l’attivazione delle pietre sonore e una selezione di video che documentano alcune delle performance realizzate con i litofoni a partire dalla fine degli anni Ottanta. Materiali che permettono di comprendere come la ricerca di Del Ponte non si esaurisca nella forma della scultura, ma si estenda al gesto, all’ascolto e alla relazione con lo spazio.
L’apertura dello studio offre così la possibilità di osservare da vicino il processo che precede e accompagna le opere presentate a Bergamo, mettendo in relazione la dimensione progettuale della ricerca di Amalia Del Ponte con la sua concreta traduzione nella materia e nel suono.



